giovedì 17 giugno 2010

Quattro copriletti d'ispirazione vintage/Tela di canapa ricamata e pizzo


Hola! I miei lunghi tempi di realizzazione mi costringerebbero a non postare nulla di nulla e decisamente non si può fare, no no no. Scartato tutto ciò che ho di caldo e lanoso, scartata l'idea di mostrarvi le troppe cose in progress, ho aprofittato di una recente richiesta di mia madre, ovvero fotografare i copriletti che ha ricamato. Questo è il primo, canapa grezza, ricamo e pizzo ecru:






Il secondo, canapa grezza, ricamo e pizzo ecru:




Il terzo (nel caso abbiate perso il conto), canapa grezza, ricamo ecru, pizzo ecru chiaro:



Il quarto e ultimo, canapa grezza, ricamo e pizzo bianco, quasi non si vede ma c'è:




E ora la prendo un pochino alla larga: un tempo in Emilia Romagna era molto diffusa la coltivazione della canapa, per scopi tessili, e la famiglia di mio padre ne coltivava in quantità, provvedendo sia alla coltivazione che alla lavorazione: macerazione, estrazione della fibra, tessitura. 
Ora ci arrivo: questa canapa è stata tessuta almeno, minimo, cinquant'anni fa da mia nonna, quando la canapa ancora non era stata interdetta. Mamma Nina se ne è scesa un giorno dalla soffitta con una decina di rotoli di tessuto, due spessori diversi, ottimamente protetta e conservata. Una meraviglia.
Da alcune pezze ha ricavato i lenzuoli "da sotto", d'estate tengono un fresco che non ne avete idea. 
Da altre ha iniziato a ricamare quattro copriletti, uno per sé e gli altri per noi tre figli, una specie di corredo di una volta. Oddio, ha assunto toni tragici a causa del nostro disordine patologico, dice che finchè avrà vita non li lascerà in mano nostra o la rovina si abbatterà su di loro. O ci si abbatterà il cane del fratello maggiore.
Comunque, è da qui che viene il nome N.A.D.A. per l'insieme di tutti e quattro, come un unico progetto, ovvero l'acronimo nostre iniziali. Manca la G del padre, ma sarebbe stato G.N.A.D.A. e sarebbe stato terribile. Non me ne vorrà.

Riassumendo: canapa d'epoca tessuta a mano; ricami di mamma Nina; pizzo a macchina. Argh. Già, è bellissimo ma in questo tripudio di "fatto a mano" ci stona, almeno dal mio punto di vista, un pizzo NON fatto a mano. Mamma Nina suggeriva che fossi io a fare il pizzo a filet, ma per ora non ho tutta quella pazienza. Non oggi, forse nel prossimo decennio. Forse. Ma lo farò, giuro che lo farò, e contribuirò anch'io a una siffatta meraviglia!



Ah sì, i disegni sono stati presi da delle riviste di ricamo, con tutta la volontà di questa terra non ce la potevo fare ad inventarmene di originali. Troppi fiori. Troppi fiocchi. Ho perso la pazienza anche solo a riportarli sulla tela per la Nina.

A presto!


1 commento:

  1. Ciao Antonella! Meravigliosi i copriletti della tua mamma ed interessante il tuo post sulla canapa..sai che anch'io ho ritrovato dei pezzi di tela grezza che erano della mia nonna, di cotone però o misto lino, credo. Ora devo pensare a come utilizzarla, ma ho già un mare di cose da finire, prima! Un bacio e a presto
    Carmen

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