mercoledì 13 luglio 2016

T.G.House/Sedie per la tavola da pranzo/Gemelle diverse

Ciao a tutti, come state? Oggi parliamo di sedie. Lo so, la settimana scorsa ero riuscita a stare in pari con la pagina Facebook e l'argomento era l'uncinetto, mentre stavolta torno indietro di un mesetto e vi mostro quello che ho fatto alla Casa Madre. Ovvero le sedie per la mia casetta.
Non è la prima volta che tratto delle sedie e potrebbero interessarvi come ho restaurato le sedie della cucina di Casa Madre mantenendo l'aspetto del legno o come ho riverniciato e rifoderato una sedia disastrata in lilla.
Come potete vedere ho deciso di non verniciare le sedie tutte dello stesso colore ma ho scelto di usare colori e metodi diversi, lavorando a coppie. Qui di ne ho rimesse a legno due e ho smaltato le altre in due nuance diverse.




AVVERTIMENTO: vernici sintetiche a tutto andare, a Casa Madre ho degli avanzi da finire e quasi nessuno è all'acqua. E molta altra chimica, quindi si consiglia caldamente l'uso di guanti, occhiali, mascherina e abiti lunghi.
Ma cominciamo dal principio: sedie "da osteria", se ne trovano in abbondanza ovunque, dalle mie parti si dice che "te le tirano dietro" da quanto sono comuni e in numero esorbitante. I miei tenevano queste in soffitta e le usavano raramente. Diversi tarli ma non eccessivi, alcune con impiallacciatura della seduta irrimediabilmente rovinata, un paio in ottime condizioni, un paio non utilizzabili affatto.


Iniziamo dalle due sedie in ottime condizioni che ho portato a legno e ritinte. La mia intenzione era ripetere l'effetto del tavolino da caffè di due post fa, ma più scure. 


Se avete dato un'occhiata al post sulle sedie da cucina sapete che per riportarle a legno avevo usato una carta vetrata particolare e un levigatore orbitale, purtroppo me li sono entrambi portati alla T.G. House così ho tirato fuori guanti, spatola e sverniciatore. E ho anche inaugurato lo speciale pennello per sverniciare, setole di plastica, che ho comprato prima della gravidanza. Ah, questo metodo ha il vantaggio di essere silenzioso, cosa non trascurabile visto che la pupattola dormiva beata dentro casa.
In passato vi avevo già mostrato come avevo sverniciato un tavolino, quindi se volete approfondire potete darci un'occhiata. 




Bene, ottimo, sedie sverniciate e pulite dai residui di sverniciatore. Ma sono ancora marroni e le soluzioni sono due, o le gratto o le sbianco. Ho scelto di sbiancare ma ATTENZIONE!!! ALLERTA!!!
Qui si va sul chimico e sullo sperimentale. Ci sono alcuni metodi per sbiancare il legno, uno è l'acqua ossigenata a svariati volumi (non quella a uso medico), l'altro è la candeggina. Avevo già sperimentato la candeggina per le sedie della cucina ed era uscito un  lavoro soddisfacente, così ho pensato di riutilizzare lo stesso metodo ma con della candeggina non di marca (mica posso sprecare l'Ace da bucato di mia mamma...). Casualmente questa candeggina era al Bricoman nello stesso scaffale dello sverniciatore assieme all'acqua ossigenata, quando si dice saper posizionare i prodotti...


Ripeto: STO SPERIMENTANDO. Ho diluito la candeggina al 50% con acqua e poi ho usato un vecchio pennello per irrorare le due sedie; io qui ero all'aperto su un vecchio e malandato pavimento di cemento, se dovessi fare questa cosa a casa la farei dentro la doccia con finestre spalancate e mascherina (vabbè, quella va usata anche all'aperto).
Questo qui sotto è stato il risultato finale, che sembra venuto bene ma ho paura di aver sbagliato qualcosa. Ad esempio avrei dovuto lavare con acqua? Il perché della mia domanda lo scoprirete alla fine.


A questo punto, legno completamente scoperto, una bella dose di antitarlo data a pennello e poi sedia chiusa dentro un sacco gigante da immondizia.



Dopo qualche giorno ho aperto tutto e iniziato a stuccare i fori dei tarli nelle sedute e negli schienali, ovvero dove si potrebbero impigliare le calze delle signore, i vestiti o comunque ci si potrebbe graffiare. Semplice stucco in pasta da legno e il procedimento è lo stesso sia per le sedie da colorare sia per quelle da lasciare a legno. Beh, per queste ultime ho colorato lo stucco con lo stesso mordente che ho usato poi per tingerle. 



Per far meglio e prima ho fatto così: individuato il forellino ho proceduto a stuccarlo con l'ausilio di uno strumento altamente tecnologico e innovativo, il mio dito indice. Dopo pochi istanti ho passato sulla zona interessata in pezzo di carta poco umido, con delicatezza, per asportare l'eccesso oltre al forellino. Senza esagerare. Una volta che lo stucco è secco si fa molto prima a levigare l'intera sedia.


Quindi eccoci di nuovo con la sedia a legno, sbiancata e stuccata (sì, è la stessa foto di prima, ho saltato dei passaggi da fotografare mentre lavoravo, fate finta che qui sia stuccata).


Ottimo: spero abbiate dato un'occhiata al post del tavolino da caffè perchè il procedimento per tingere le sedie è lo stesso, solo che ho a malapena diluito il mordente e l'ho usato praticamente puro.


Qui potete vedere l'effetto da bagnato e da asciutto. Come al solito è da bagnato che mostra la sua fedeltà al risultato finale. Ed è marrone....


Il colore che volevo ottenere era la sua versione da asciutta, ma a quanto pare non è  stato possibile. Le cose sono due: ho sbagliato a sbiancare o il legno già trattato comunque butta fuori la vecchia tinta.
Essendo una sedia, un oggetto che deve subire certe sollecitazioni, spostamenti, (mal)trattamenti, ho verniciato con un trasparente sintetico a finitura satinata.


E questo è quanto, il risultato finale delle due sedie lasciate a legno. Il colore comunque si sposa meglio accanto a quello delle altre sedie rispetto a quello precedente.


Procediamo a verniciare le altre quattro sedie. Levigatele con carta vetrata da 80 per livellare eventuali asperità e difetti del legno e poi con carta da 120. Pulitela con un panno e aspirapolvere o con la pistola del compressore; in alternativa, panno e pennello asciutto e ogni tanto soffiate.


Perché la cementite sintetica, anche in caso vogliate usare smalti all'acqua? Perché, se non è cambiato qualcosa e io non ne sono stata informata, le tinte all'acqua lasciano riaffiorare le macchie del legno sottostante, ne sono stata testimone e vittima in più di un'occasione.


Stavolta ho usato un pennello ma avrei fatto meglio ad usare un rullo, purtroppo ho lasciato un po' di confusione tra gli attrezzi a Casa Madre. Un rullo vi stende uniformemente la tinta e soprattutto la cementite, che è assassina per quanto riguarda lasciare righe profonde. In ogni caso dovrete levigare con carta vetrata da 180, una volta essiccato. 



Quattro sedie pronte per essere verniciate. Il bianco è bianco, normalissimo, mentre il verde è lo stesso della pastaia di un paio di anni fa (quanti link a cose vecchie in questo post!) dove potrete trovare informazioni su come verniciare a rullo.


Ed eccole finite.



Rieccoci alla fine con un altro colpo d'occhio su tutte le sedie finite. Nota bene: le foto finali le ho fatte l'ultimo giorno in cui sono stata alla Casa Madre, perché prima non erano pronte, purtroppo la giornata era nuvolosa e lo sfondo della parete gialla del portico non è il massimo. In più sono ancora lì! Già, non avevo spazio in macchina per portarmele alla T.G.House così devo aspettare che i nonni vengano a trovare la pupattola e me le portino un po' alla volta. No, non cercate di capire la logica che sta dietro la mia scelta di verniciare sedie che stanno a 300 chilometri da dove vivo attualmente. 


Sono andata un po' di fretta nel finale perché la pupattola qua accanto è un po' inquieta e tra poco si sveglia.
Per questa settimana è tutto, ci vediamo alla prossima. O se non sapete resistere potete sempre seguirmi su Facebook!
A presto!

2 commenti:

  1. le mie preferite sono quelle verdi.
    complimenti per il lavoro, davvero un lavoraccio.....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le verdi sono anche le mie preferite, strano a dirsi.
      Grazie davvero per i complimenti!

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Il vostro tempo è prezioso e io vi ringrazio di cuore per quello che mi date leggendomi e scrivendomi!

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