mercoledì 10 agosto 2011

Diy/Costruire e verniciare uno sgabello in legno/Some day one day


Finalmente riesco a scrivere questo post! Il portatile in assistenza per più di una settimana è tornato uguale a prima, ovvero resiste al caldo solo con un ventilatore puntato su di lui. 
Dentro c'erano le foto di uno dei lavori su richiesta materna che ho fatto nelle settimane scorse, per l'esattezza mi è stato chiesto di fare uno sgabello in sostituzione di questo tronco d'albero che per anni è servito a sostenere l'innaffiatoio sotto il rubinetto.



Sono quindi andata nel laboratorio/sgabuzzino/caverna senza fondo di padre mio alla ricerca di scarti di legno e ho trovato dei bei pezzi.
Per le gambe ho trovato due travi di scarto della stessa dimensione e spessore e ho lisciato bene con il levigatore a nastro tutte le superfici scabre. Per le traverse ho trovato invece degli scarti di assi di una rete di doghe, o qualcosa di simile. Ho fatto gli incastri solo sulle gambe, mentre le assi delle traverse avevano gli spigoli tondeggianti ed ho pensato di lasciarli sporgere. Man mano che tagliavo e facevo gli incastri ho alfabetizzato e numerato le facciate sui vari pezzi per non confondermi al momento del montaggio.


Ho avvitato prima i due lati con le due traverse usando una squadra di metallo per tenere il tutto perpendicolare (o mi illudevo di farlo). Per mettere le viti ho usato un piccolo avvitatore a batteria che è però abbastanza potente da inserire le viti direttamente nel legno. Ovviamente parlo di viti non troppo grandi, altrimenti avrei dovuto ricorrere a un vero e proprio trapano.


Come ultimo ho avvitato tre assi di legno della stessa misura leggermente staccati l'una dall'altra dall'altra. Queste assi non avevano una superficie perfettamente liscia, ma ho lasciato volutamente tutti i piccoli difetti e le piccole sporgenze.
Ed eccolo finito, in un solo pomeriggio di lavoro e dopo una mano di impregnante incolore in previsione della successiva verniciatura.


Sicuramente qualche falegname o qualche hobbista purista avrebbe da ridire sul lato tecnico e si metterebbe le mani nei capelli, ma visto che mai ho fatto cose di questo genere sinceramente poco mi importa, soprattutto perché è stato subito testato da un uomo alquanto diffidente (padre mio) che non si è schiantato a terra come si aspettava. Son soddisfazioni.

Dovendo stare a prendere parecchia acqua lo dovevo proteggere e ho pensato di approfittarne per fare qualche esperimento.
Dopo aver aspettato 12 ore da quando avevo fato l'impregnante incolore, ho tinto il legno con del mordente color noce che ho scovato in un cassetto, regalo di una cugina restauratrice di mobili che mi aveva dato dei suggerimenti per altri lavori. Questo per dire che non sono un'esperta di questo tipo di tinte. Però ho imparato qualcosina con questo lavoro.
Il mordente è un concentrato solubile in acqua, e quindi si può decidere l'intensità della tinta aggiungendo acqua o concentrato. Basta fare delle prove su del legno di scarto dello stesso tipo che si andrà a dipingere. 
Una cosa fuorviante è che l'impregnante, una volta steso e asciutto, appare più chiaro e spento rispetto a quando era stato dato. Come qui sotto:

Ma è la vernice trasparente o il flatting, a restituire tutta l'intensità della tinta che era stata stesa. In questo caso il flatting mi ha restituito lo stesso tono che avevo deciso con le prove.

Sarebbe già stato finito così, ma ho voluto strafare e, dopo una leggera scartavetrata con grana 180, ho continuato la decorazione dipingendo di verde primavera la sola seduta dello sgabello.


Dopo aver lasciato asciugare ho dato una mano di vernice verde pastello, la stessa che mi era rimasta dalle cassette. Senza attendere l'asciugatura, quindi a vernice fresca, ho graffiato la superficie con una spazzola di metallo, ottenendo dei graffi nitidi. Ho quindi lasciato asciugare perfettamente.


Ad asciugatura completa, ho ulteriormente "rovinato" la sola seduta grattando con cartavetrata a grana 120 sia la superficie che gli angoli, arrivando al legno in alcuni punti e mettendo così in risalto tutti i difetti delle assi.


L'ultimissima fase è una mano di vernice trasparente sempre sulla seduta. Ed ecco lo sgabello finito.


Solo che non è più stato usato per l'annaffiatoio. Madre mia dice che non vuole rovinarlo. Vabbè.
Il caldo mi sta leggermente esaurendo. Quindi vado e chiudo il portatile e mi ci piazzo io davanti al ventilatore.
A presto!

5 commenti:

  1. Ciao Antonella, che bello leggere i tuoi post, hai fatto uno sgabello bellissimo!! Ci credo che alla tua mamma dispiaccia usarlo per l'innaffiatoio, è troppo bello..complimentissimi "Mastra Geppetta"!!

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  2. Complimenti davvero per la creatività! Ottimo risultato!
    Baci Baci

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  3. Stupendoooo!!! Vedo che non sono l'unica che si dà al legno in questo periodo...spero solo di riuscire ad ottenere un buon risultato...

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  4. Bravissima!!!
    Mi piacciono tanto i tuoi lavori!!!
    Per questo mi sono unita al tuo blog...così potrò sempre tenere d'occhio le tue novità ^_^
    Anche io ho pubblicato un post su uno sgabellino su cui ho lavorato...se ti va passa a trovarmi!
    Claudia
    www.clodycreazioni.blogspot.com

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Il vostro tempo è prezioso e io vi ringrazio di cuore per quello che mi date leggendomi e scrivendomi!

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