domenica 8 maggio 2011

Diy/Porta di recupero come tavolo/Decorazione a stencil/Keep yourself alive


E siamo a maggio. Già da una settimana buona. E Pasqua è andata. Già da un po'. Un nuovo post non me lo leva nessuno.
Avevo già pulito pennelli, riposto vernici, che mamma Nina ha espresso un desiderio: "Vorrei un bel tavolo grande in terrazza". E aveva già messo insieme i pezzi: una vecchia porta di tamburato e due cavalletti ancora più vecchi. Qui sotto come appariva l'insieme prima dell'intervento di restyling:




Come si vede nelle foto i cavalletti nel corso dei decenni hanno subito trattamenti di ogni tipo, macchiati da ogni genere di vernice, traballanti, tarlati, rimasti in soffitta per anni, riportati alla luce in attesa di essere sistemati sono diventai anche il tiragraffi più amato dai gatti di casa.


Non sono stata ad impazzire più di tanto, dopo aver immerso il tutto nell'antitarlo, ho rinforzato con chiodi, incollato e stuccato solo le fessure più grosse ed evidenti e dato una scartavetrata un po' grossolana.

Qui la porta di tamburato usata come piano della tavola. Non sò come questa porta assieme ad altre due sia arrivata in casa, qualcuno le buttava e ha pensato che ci potessero essere utili. In effetti sono utili, ma incomincio a sentirmi un robivecchi.


Ho chiuso i pezzi di cerniere e meccanismo incollando pezzi di legno di misura, pareggiato e stuccato.


Di seguito, la mano di fondo di cementite su cavalletti e tavolo; più sotto gli stessi dopo due mani di vernice a malto sintetico bianco.


Ho sperimentato il rullo, un piccolo rullo di 8 cm per stendere lo smalto. Un'esperienza meravigliosa, specialmente per il piano del tavolo. É fattibile usarlo anche per i cavalletti, però mi sono ovviamente aiutata con un pennello per tutte le zone strette e difficili. Perchè usare il rullo quindi se ho usato anche il pennello? Perchè, personalmente, ho comunque fatto molto prima e sgocciolato praticamente nulla. Sul piano del tavolo l'effetto era liscio e laccato come se avessi usato la pistola a spruzzo, con il vantaggio notevolissimo di non aver intossicato tutto il vicinato. Sicuramente farò altri esperimenti, voglio provare tutti i rulli in commercio!

Orbene. Secondo mamma Nina il suo tavolo era bello e pronto per andare in terrazza. A me invece è preso un attacco di autolesionismo compulsivo. Ho pensato di decorarlo con gli stencil. Ma non una cosa semplice, non uno stencil in commercio. No. "Lo-faccio-io", mi son detta. E vai a sfogliare il libro delle decorazioni art nouveau e anche un po' decò. E mi sono innamorata di questa pagina, così com'era.


Invertendo il bianco con il nero sarebbe venuto uno splendore, come una superficie piastrellata. Che ci voleva, stampando su singoli fogli e poi intagliando nei fogli di acetato.
E qui sono iniziati i dolori.
Qui sotto il primo tentativo, fogli di acetato singoli attaccati assieme con nastro di carta e sul retro una leggera spruzzata di colla removibile, e una tamponata a strati sottili con gommapiuma scarichissima di smalto nero. Non vi faccio nemmeno vedere la schifezza immonda che era venuta. Sappiate solo che ho consumato mezzo vasetto di Nutella per riprendermi dalla vista del mio liscissimo e bianchissimo tavolo bianco rovinato dagli stencil che avevano sbavato ovunque.


Eh, lo sò che i problemi sono altri, lo so bene, ma rovinarsi da sè un lavoro tanto ben fatto metterebbe un pochino di nervoso a chiunque. Oltretutto gli stencil compositi si erano tutti rotti alla seconda prova.
Quindi, senza perdersi d'animo, ho girato il piano e ho fatto finta di nulla. Quindi che nessuno guardi sotto il tavolo.

In ferramenta mi sono procurata un foglio di plastica, un tipo di plastica che usano anche al posto del vetro per incorniciare le foto (spiegazione della commessa) quindi abbastanza rigido ma intagliabile con il taglierino. E invece di smalto in barattolo, ho scelto di usare una bomboletta di smalto ad asciugatura veloce, cinque minuti ed era ben asciutta al tatto. Ogni volta che lavoravo su una zona, proteggevo il resto del tavolo con carta da giornale fissata con nastro di carta, è stato un po' laborioso ma in un pomeriggio ho fatto tutto.
Qui sotto lo stencil unico con tutte e sei le piastrelle. Avevo preso le misure in modo da non uscire fuori dal tavolo pur riempiendolo completamente, ma l'inesperienza mi ha portato ad essere poco precisa, non avevo una visione d'insieme e così è tutto un po' aprossimativo. 

 
Dopo aver aggiustato qualche altra sbavatura, ho lasciato asciugare il tutto per diversi giorni e poi ho dato due mani di trasparente per barche su tutto, tavolo e cavalletti, tanto per essere sicura che venisse ben protetto. Ed eccolo qui sotto finito, in tempo per la Festa della Mamma! A proposito, AUGURI a tutte le mamme!


Qui sotto invece è nella sua posizione definitiva, accanto alla porta della camera, sotto un bel rampicante, in mezzo a vasi di fiori. Ora bisognerebbe recuperare delle sedie un po' più carine.


Qui sotto un confronto tra il prima e dopo che mi ripaga della travagliata lavorazione per la quale ringrazio sentitamente: la Nutella, le poche e fondamentali giornate calde e soleggiate e senza vento, mamma Nina. 

E se qualcuno avesse suggerimenti e/o consigli sono ben accetti!

A presto!

8 commenti:

  1. Ma che lavoro, d'ora in poi non ti chiamerò più Antonella ma "Mastra Geppetta"!! Un risultato spettacolare (anche se la fatica sarà stata tanta) e poi hai sperimentato nuove tecniche e nuovi attrezzi, un valore aggiunto!
    Ma quanto mi piacerebbe avere una figlia così ingegnosa e riciclona come te!! Un abbraccione
    Carmen

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  2. avevo già visto nel tuo blog dei lavori di recupero, ma sei davvero brava!! e nn ti perdi d'animo. complimenti!!!!
    penso che i consigli li prendiamo noi da te e nn viceversa. ma come hai fatto a taglliare la plastica se nn potevi usare il taglierino ??!!
    a presto.
    graziella

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  3. Sono senza parole! Ogni volta che passo dal tuo blog riesci a stupirmi :)

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  4. Ciao! Ho scoperto da poco il tuo blog e vorrei farti qualche domanda.
    La porta l'hai carteggiata prima di dare la cementite?
    Se sì, con che grana?
    Si può dare la cementite su un mobile non di legno per funzionare da aggrappante per la vernice successiva? E' il prodotto migliore per questo scopo??
    Ti ringrazio in anticipo,
    Marcello.

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  5. Ciao Marcello!
    Una cosa fondamentale come carteggiare e mi dimentico di scriverla!
    Si, il legno l'ho carteggiato con la carta a grana 180 o anche 120, mi sono accorta che una grana più fine di così sul legno nudo è inutile. Per il resto della porta già verniciata, ho opacizzato il tutto con carta 180 e poi tra una mano e l'altra ho usato carta 220.
    La cementite che ho usato è una cementite per legno della IVAS, la cui etichetta riporta: per interno/esterno legno, metallo, plastica. Io però sempre e solo su legno l'ho usata.
    Un'altra cosa. Sulla confezione può essere riportato "fondo sintetico", "pittura di fondo" e non necessariamente "cementite", il quale è forse un termine più gergale che tecnico.
    Il mio consiglio è rivolgersi in una ferramenta specializzata, un colorificio in cui i commessi non caschino dalle nuvole se gli chiedi dov'è l'antitarlo (in un Brico mi è successo nella sezione vernici e affini!).
    Mi spiace non essere stata più utile di così!

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  6. sei stata utilissima e hai anche risposto ad altre domande che avrei voluto farti :)
    Ad ogni modo esiste una "cementite" all'acqua vero?
    Il tipo di cementite steso (all'acqua o a solvente) condiziona la scelta del tipo di pittura che verrà fatta in seguito?
    Sul tavolo da giardino la vernice tiene bene ? :)
    Ti scrivo proprio perchè al "leroy marlin", giusto ieri, il commesso cascava davvero dalle nuvole e alla fine mi ha proposto un fondo per metallo, antiruggine anti pioggia, anti tutto, dicendomi che l'avrei potuto stendere pure sul vetro. Questo perchè l'idea della cementite sul mobile non di legno gli risultava strana. Ma a me è sembrata un po' esagerata la cosa visto che l'esperimento sarà fatto sul mobile del soggiorno. Inoltre, siccome il prodotto proposto credo contenesse plutonio e uranio impoverito, vorrei indirizzarmi su qualcosa di meno nocivo ... non a solvente insomma.
    Ti saluto e ti ringrazio già per la cortese risposta.
    Marcello

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  7. Ri-ciao!
    Non mai usato fondi all'acqua, ma dagli scaffali dei vari centri fai-da-te ne ho visti spuntare spesso. Però per verniciare una scaffalatura in legno grezzo (tipo Ikea) ho usato una cementite sintetica, ma poi il destinatario del mobile ha voluto usare una venice all'acqua perchè puzza molto meno e non ci sono stati problemi. Una volta ben asciutti i due prodotti non cozzano l'uno contro l'altro. Certo che, se parti da zero con i materiali, tanto vale scegliere prodotti tutti all'acqua o a solvente ^^
    Di persona ho usato poco le vernici all'acqua perchè, ammettendo la mia superficialità, mi piacciono gli smalti brillanti e le "vernici all'acqua brillanti" non lo sono affatto. Il mio negoziante di vernici mi fa una lezione di chimica ogni volta che chiedo la differenza tra una cosa e l'altra, per cui mi fido abbastanza delle sue istruzioni: "per lo smalto all'acqua usa un pennello specifico e, la prima mano, non ripassare il colore appena dato. Anche se l'aspetto alla prima mano sarà schifoso e rigato, è alla seconda mano che tutto si aggiusta" (a causa di qualche strano legame chimico). Almeno, questo è andato bene per una vernice della Neoard. Generalmente quelli all'acqua sono smalti pronti all'uso, ma ho assistito un amico che dopo aver provato in tutti i modi ad avere una superficie non rigata, dopo varie mani ha diluito con un po' d'acqua poichè gli sembrava di stendere vinavil (ma in questo caso non ricordo la marca).
    Gironzolando per i siti delle marche che uso ho trovato questo: http://www.colorificiocollini.it/site/img/Scheda44.pdf
    una scheda su un primer che potrebbe fare al caso tuo. Ovviamente se non è questa la marca sarà un'altra con le le stesse caratteristiche. Una delle cose importanti è comunque opacizzare benissimo la superficie con carta fine in modo che qualunque fondo dai si aggrappi bene. Infine, se riesci, sperimenta su una parte del mobile che non si vede.
    La mia vera raccomandazione è trovare un negozio con personale competente a cui magari sottoporre un esempio del supporto che vuoi andare a trattare.
    Spero di essere stata utile e non eccessivamente logorroica ^^
    Un saluto e a presto!

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  8. Ti ringrazio davvero tanto :)
    ti farò sapere il risultato dei pastrocchi che farò.
    a presto!
    Marcello

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